Dolomiti selvagge
Piene di fascino ma difficili da raggiungere, praticamente incontaminate anche se a un passo dalla pianura, quasi inaccessibili al di là della loro altimetria: le Dolomiti a ridosso di Belluno rappresentano la meta ideale per chi ama una montagna senza fronzoli e compromessi, in uno scenario in cui la natura è una padrona di casa severa ma sempre incantevole.
Il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi si estende per 31.000 ettari, interamente nella provincia di Belluno, ma nonostante la vicinanza al capoluogo (la stessa Belluno è tra i 15 comuni che formano il parco) rappresenta uno degli angoli più incontaminati delle Alpi italiane. Basti pensare alla Val di Mis e alla statale che l’attraversa, collegando Sospirolo e Gosaldo, per poi varcare il confine trentino; circondata dai ripidi e impervi Monti del Sole da una parte e dal gruppo del Pizzocco (vetta che, nonostante i suoi modesti 2186 metri, è stata conquistata per la prima volta solamente nel 1959) dall’altra, la valle risulta praticamente disabitata dal 1966, in seguito alla terribile alluvione che paralizzò il Nordest e danneggiò gravemente la strada, spazzando via la frazione di California e segnando la fine dell’attività mineraria che, dai primi decenni del Settecento, aveva costituito un’opportunità di guadagno per gli abitanti di questi luoghi. Se le acque dei torrenti nel corso dei secoli hanno rappresentato un problema quasi insormontabile, oggi la ricchezza idrica un patrimonio prezioso del Parco, come dimostrano i Cadini del Brenton, vasche naturali create dall’omonimo corso d’acqua creando un contrasto incantevole con le affilate guglie delle Alpi Feltrine, del Pizzocco e dei Monti del Sole. Gli amanti del trekking e dell’escursionismo trovano qui itinerari di grande soddisfazione, rischiando di incontrare lungo i sentieri scorci che sembrano provenire da un altro universo, come le distese verdi, leggermente inclinate, dei Piani Eterni.
Vedi anche:
- La Val di Mis
- Gole e cascate
- I Piani Eterni


