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Il Giudizio Universale di Torcello

Maestose visioni celestiali e macabri rituali infernali si stagliano sulla controfacciata della basilica di Santa Maria Assunta di Torcello, uno scrigno di marmi, mosaici e capitelli di epoche sovrapposte. Sublime espressione della tradizione musiva veneto-bizantina, il Giudizio Universale è modulato su sei registri e si articola in una complessa rappresentazione di eletti e dannati, angeli e demoni, torture e resurrezioni. Vi figurano Gesù con la Vergine, il Battista e gli apostoli chiamati a fronteggiare Satana e l’Anticristo. Il fantasmagorico intreccio si scioglie solo di fronte alla porta del Paradiso, un giardino fiorito in cui Maria passeggia con santi e patriarchi, protetta da Abramo circondato dai beati, e alla porta dell’Inferno, teatro di vessazioni indicibili, presidiata dallo stesso Lucifero circondato dai dannati. Una leggenda attribuisce ad Attila il seggio di pietra antistante la cattedrale e l’omonimo ponte al Diavolo, coinvolto, con lo zampino di una strega e di un gatto nero, in un amore tragico.

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