San Marco, la “chiesa d’oro”
In origine fu cappella ducale, basilica, invece, sarà fino al 1807 l’antichissima San Pietro di Castello, fondata nel VII secolo. Ma presto San Marco diventerà il vero tempio, il luogo emblematico della Serenissima, delle celebrazioni delle vicende della cristianità e della fede come di quelle della vita civile e politica. Qui riposano le spoglie del santo, trafugate nell’828 ad Alessandria d’Egitto da alcuni mercanti veneziani; l’evangelista martire diventerà patrono della città e il suo simbolo, il leone alato, l’emblema della Repubblica. Da qui passarono i Crociati in partenza per la Terra Santa nel 1204, e qui, fra le sue volte d’oro, si consacravano i dogi, i capi militari venivano insigniti delle dignità di comando, papi e regnanti giungevano in visita. Nella sua magnificenza esibisce tutta la storia della potenza di Venezia, all’incrocio tra Oriente e Occidente. Tra l’XI e il XV secolo San Marco verrà impreziosita con i marmi policromi giunti dall’Oriente e con gli splendidi mosaici bizantini che le han valso l’appellativo di “chiesa d’oro”. Iniziata nell’829 e portata a compimento nel 1094, con la sua pianta a croce greca e le cinque cupole ha per modello la chiesa dei Dodici Apostoli di Costantinopoli; ma sulle sue originarie fondazioni tutti i secoli successivi han lasciato traccia.



