Murano, l’isola del vetro soffiato
A Murano dalla fine Duecento signore indiscusso è il vetro, la cui storia è sapientemente narrata nel Museo del Vetro, allestito nel gotico Palazzo Giustinian sin dal 1861: oltre 4000 i pezzi qui esposti che culminano in un lampadario a 60 bracci. Nell’orbita della Serenissima fino alla sua caduta nel 1797, ottiene da Napoleone l’autonomia ma assiste anche alla distruzione di chiese e conventi. È la gemma più preziosa, la basilica dei Santi Maria e Donato (XII secolo), ricoperta di mosaici in stile bizantino, cui fa da contrappunto, più sobrio nei colori ma ricco di figurazioni, il pavimento musivo del 1140. E pure la chiesa di San Pietro Martire (XIV secolo), dove scenografici lampadari in vetro illuminano tele di Giovanni Bellini, Tintoretto e Veronese. A vigilare sul borgo si staglia un faro in marmo d’Istria, arretrato rispetto al mare ma la cui luce si riverbera potente sull’acqua grazie a un gioco di specchi.




