Chioggia, la piccola Venezia
Capitale del sale nel Medioevo, saldamente ancorata alla sua vocazione alla pesca marittima, colpisce Chioggia per la singolare posizione tra il mare e la Laguna che le è valso il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.
Nella prefazione a Le baruffe chiozzotte, Goldoni definisce Chioggia, che lui stesso scelse come domicilio per alcuni anni, “una bella e ricca città”, oltre che “rispettabile”. Ma non è sempre stato così.
Dall’economia del sale a quella della pesca, solo nel Settecento Chioggia rialza la testa e, sulla scia dell’ingombrante vicina Venezia, si dedica alla costruzione di monumenti religiosi e civili, oltre che a un elevato numero di fortificazioni militari, come Porta Garibaldi, punto di accesso alla parte rinascimentale della città. È lontana secoli la guerra di Chioggia, quando nel 1379 la cittadina cadde nelle mani di Genova, che con Venezia si contendeva il dominio sugli scali commerciali d’Oriente. Verrà riconquistata e ricostruita dalla Serenissima l’anno dopo, nel 1380. Quella sanguinosa guerra è rievocata a giugno di ogni anno nel Palio della Marciliana e raggiunge il culmine nel Torneo della Balestra, arma prediletta dei soldati genovesi con la quale si affrontano cinque contrade, con un corollario di danze, canti e simulazione di combattimenti.
Il centro storico della città è suddiviso in tante isolette circondate da canali e collegate tra loro da ponti che, insieme al fenomeno dell’acqua alta, han fatto guadagnare a Chioggia l’appellativo di piccola Venezia. Il chioggiotto Canal Vena è l’equivalente del Canal Grande, solcato da nove ponti, l’ultimo dei quali, Vigo, il più imponente. Percorrendolo si arriva all’omonima colonna sormontata dal Leone Marciano, di dimensioni modeste rispetto a quello “serenissimo” e per questo chiamato col nome beffardo “gato de Ciosa”, il gatto di Chioggia. La possente mole del Duomo porta la firma di Baldassarre Longhena che, distrutto da un incendio, lo ricostruì nel 1623 in forme barocche.
Cosa parlate di viaggio? Quando siamo a terra, non ci ricordiamo più di quel che abbiamo passato in mare. Quando si pesca, si fa buon viaggio, e quando si acchiappa, non si pensa a rischiar la vita. Abbiamo portato del pesce, e siamo allegri, e siamo tutti contenti’.
(Padron Toni) Carlo Goldoni, Le baruffe chiozzotte, 1762
Cosa parlate di viaggio? Quando siamo a terra, non ci ricordiamo più di quel che abbiamo passato in mare. Quando si pesca, si fa buon viaggio, e quando si acchiappa, non si pensa a rischiar la vita. Abbiamo portato del pesce, e siamo allegri, e siamo tutti contenti’.
(Padron Toni) Carlo Goldoni, Le baruffe chiozzotte, 1762




